Oggi ho voglia di parlarvi di qualcosa che mi sta molto a cuore, qualcosa di complesso eppure a volte semplice, intuitivo. Che spaventa tutti (me compresa), ma che può anche essere un cavallo bellissimo da imparare a domare. Parlo della creatività! In tanti, guardando le foto che realizzo per i miei clienti, mi chiedono: “ma come fai? Dove trovi tutte queste idee ogni settimana?”. E così ho cominciato a pensarci anche io seriamente, alla creatività.

Esistono due scuole di pensiero sull’argomento: la prima secondo cui la creatività non è qualcosa che si può insegnare, è una dote innata che solo pochi possiedono; la seconda che crede, invece, che la creatività sia qualcosa che tutti abbiamo, in diversi gradi e a differenti profondità, e che possiamo tirar fuori con pazienza e allenamento. Io sento di appartenere a quest’ultimo gruppo. Siamo in pochi rispetto alle classi della prima scuola, ma mi piacerebbe riuscire a rubargli qualche alunno!

In partenza credo che una piccolissima percentuale della nostra creatività sia un talento innato: nella mia famiglia per esempio, anche se solo in forma di hobby, ci sono stati pittori, scultori e poeti. E poi ci sono io, con il mio giovane desiderio di scrivere per tutta la vita. Come sapete tutti, ci sono riuscita in qualche modo (anche se conservo ancora il primo vero libro mai finito nel cassetto), anche se negli ultimi due anni ho finito per dare voce alla mia creatività in un altro modo: quello fotografico. Ideando piccoli set, mettendo in scena situazioni reali (a volte surreali) per raccontare i brand di cui mi occupo attraverso gli strumenti social. Come ci riesco?

Con una grande capacità di osservazione. Mi alleno ogni giorno per guardarmi intorno con l’occhio di chi vuole raccogliere spunti e idee in ogni situazione, da ogni canale, in ogni momento. Ci vuole un occhio allenato per scorgere in qualcosa che vediamo una potenziale idea che potremmo realizzare. Questo “guardare” non vuol dire copiare, attenzione. E’ solo la “miccia” che lascia esplodere in noi la voglia di creare. Bisogna lasciarsi sedurre dai colori, dalle forme, dagli oggetti e immaginare di stravolgerli e inserirli in un altro contesto. La creatività, infatti, ha a che fare con il rompere le convenzioni, creare nuove regole, riadattare elementi conosciuti in nuovi modi. Così mi capita di passare davanti a un fioraio e di vedere dei fiori di un certo colore disposti in modo particolare, mi colpiscono e penso che potrei fare qualcosa del genere sostituendo i fiori a dei frutti per esempio.

Mai restare lì di fronte alla pagina bianca aspettando la grande ispirazione. Dopo dieci minuti diventa tempo perso. E’ meglio uscire a fare un giro e guardarsi intorno, cercando di adattare quello che ci piace alla situazione che dobbiamo costruire per il cliente. Poi è naturale che ogni idea che abbiamo avuto deve passare il vaglio del cliente. Dobbiamo chiederci: va bene per lo stile e i valori del cliente finora raccontati? Perché ogni idea deve essere anche coerente.

Non c’è bisogno di trovare fuochi d’artificio, le nostre giornate sono piene di oggetti “evocativi”, basta disporre in maniera del tutto nuova (creativa, appunto) quello che troviamo sulla nostra tavola a colazione o sulla nostra scrivania. Possiamo ragionare per “associazione”: mettere insieme degli oggetti per colore o per forma, creare dei contrasti per esempio tra bianco e nero. La nostra casa è piena di semi di creatività sparsi un po’ dappertutto, basta solo trovarli e provare a metterli insieme per far sbocciare un’idea.

E’ ovvio però che non sempre si riesce a tradurre in pratica ciò che abbiamo in mente; spesso mi è capitato di rendermi conto, in fase di realizzazione, che la cosa non stava venendo bene, era di difficile comprensione o semplicemente era brutta. Mai scoraggiarsi! E’ importante accettare che non sempre si riesce ad essere creativi. E la creatività “forzata” non raggiunge mai grandi risultati: la semplicità a volte resta la strada migliore.

Ultima raccomandazione, ma non meno importante: iniziate domani ad allenare con questi piccoli accorgimenti la vostra creatività e non fermatevi mai. Un giorno speso a “guardarsi intorno” con gli occhi giusti vale più di cento ore davanti a un piano editoriale vuoto!

Qui sotto trovate alcuni esempi di scatti fotografici che ho realizzato per i miei clienti.